Case Discografiche Miopi
Le major discografiche americane sono convinte che tutti i loro mali siano causati da internet e dalla pirateria.
Per arginare la continua discesa dei loro fatturati sono da tempo impegnati su vari fronti:
- in politica, cercando di far passare in vari paesi occidentali leggi molto rigide contro la pirateria
- combattendo con cause legali i circuiti di peer2peer (scambio file) e facendoli chiudere
- sviluppando software per la protezione dei contenuti come il DRM (Digital Rights Management)
Negli Stati Uniti queste leggi molto restrittive sono già in vigore, è proprio di questi giorni la notizia della richiesta di risarcimento di 25.000 $ ad una casalinga americana colpevole di aver scaricato la bellezza di 30 brani in formato mp3.
Molti circuiti di scambio file sono stati dichiarati fuorilegge e costretti a chiudere.
I vecchi metodi per la protezione dei CD non hanno funzionato granchè bene, quindi le major hanno deciso di sviluppare software più invasivi, come il rootkit contenuto in alcuni CD di Sony BMG (che contiene la tecnologia MediaMax di SunnComm), che si installa in modo invisibile (quindi senza che l’utente se ne accorga) in modo da impedire che quest’ultimo possa fare delle copie. Tralasciando il fatto che in molti paesi la legislazione consente la copia per uso personale quando si possiede l’originale (è una sorta di protezione dell’investimento visto che se il supporto si rovina non te lo vengono certo a sostituire), e che quindi il volere impedire la copia è di per se fuorilegge, il rootkit di Sony va ben oltre.
Oltre ad infilarsi di nascosto sul Pc senza essere stato richiesto si è scoperto non solo che questo software è molto pericoloso in quanto mette a rischio la sicurezza del Pc infetto rendendolo ‘aperto’ all’attacco di cracker, ma che nemmeno le patch rilasciate dalla stessa Sony sono in grado di mettere in sicurezza il Pc.
Tutto questo ha causato un crollo di vendite di CD Sony BMG nelle ultime settimane.
Tutte queste misure prese dalle major non sembrano sortire alcun effetto (se non l’effetto boomerang), i file scambiati nei circuiti peer2peer sono in aumento e le vendite di CD sono in calo. Dove sbagliano?
I consumatori
La maggior parte dei consumatori, oggi come nei decenni passati, compra un album solo se lo ritiene un buon investimento, e per poter valutare un prodotto è necessario ascoltarlo. Se si tratta di un album commerciale è possibile ascoltarlo nelle varie stazioni radiofoniche, ma solo il brano di punta. Per quanto riguarda i generi musicali ‘alternativi’ invece è alquanto improbabile qualche passaggio in radio o su MTV.
Stesso discorso per la grande distribuzione, nei negozi come mediaworld, carrefour e simili nelle colonnine adibite all’ascolto dei CD si trova solo musica commerciale, i generi ‘alternativi’ o li compri sulla fiducia o se non vuoi rischiare scarichi qualche brano da internet in modo da poter valutare il prodotto.
Grazie ad internet oggi si puè evitare di comprare patacche.
I singoli
Sebbene esistano anche ai giorni nostri i CD Single con 2 o 3 brani, questi rappresentano un’eccezione che non ha mai preso piede. Forse perchè le major preferiscono vendere un CD intero? Non lo sò, fatto sta che qualche decennio fa anche chi poteva disporre di piccoli budget poteva comprare i 45 giri a prezzi veramente irrisori.
Il supporto
Quando i CD Audio hanno preso il sopravvento, venivano spacciati come indistruttibili, con una qualità audio molto superiore rispetto al vinile, e con costi di produzione superiori al vinile, quindi erano più costosi (successivamente si è scoperto che i CD non sono affatto indistruttibili, durerebbero al massimo 15 anni, e che la qualità audio non è mai stato dimostrato essere superiore, tanto che in inghilterra il vecchio LP sta ritornando di moda).
Nei primi anni ‘90 un LP veniva venduto a 18.000 £ contro le 26.000 £ dell’equivalente CD. Diversamente da tutti i nuovi gingilli tecnologichi che vedono il prezzo scendere man mano che si diffondono, i discografici hanno pensato bene di non abbassare il prezzo. Questo è senza dubbio un altro fattore che ha fatto scendere le vendite.
La pirateria
La pirateria è sempre esistita, è una cosa fisiologica, per assurdo può addirittura contribuire a far vendere più CD, come pensate che la microsoft sia riuscita a monopolizzare il mondo dei sistemi operativi e del software? Facendo dei prodotti migliori degli altri o facendo in modo che questi prodotti fossero facilmente copiabili? (vedi OS2, Mac OS e BeOS).
Oggi la pirateria è rappresentata dalle copie masterizzate e dagli mp3, decenni fà dalle musicassette, alzi la mano chi non ha mai avuto una cassetta audio non originale in casa. Perchè prima nessuno gridava allo scandalo e oggi le major sono cosi’ agguerrite contro la pirateria? Sono veramente convinte che tutti quelli che scaricano mp3 non comprano l’originale? E sono veramente convinte che tutti coloro che scaricano mp3 o comprano CD masterizzati se non avessero questa opportunità correrebbero nei negozi a svuotare i loro magazzini? Io penso di no, penso che la maggior parte di costoro si acconterebbero di ascoltare la musica alla radio o su MTV.
Dimezzando il prezzo dei CD sicuramente renderebbero il CD originale molto competitivo rispetto al tarocco. Perchè qualcuno dovrebbe spendere 5 o 6 Euro per un CD che potrebbe avere difetti se per 10 può comprare l’originale?
Le major discografiche non fanno il loro lavoro
La loro principale attività dovrebbe essere la scoperta di nuovi artisti, invece da molti anni i pochi artisti che hanno ’sconvolto’ la scena musicale provengono quasi esclusivamente da piccole case discografiche indipendenti (poi passati alle major a suon di dollaroni). La concezione di gruppo musicale secondo questi esperti è riuscire a mettere assieme 4 insignificanti ragazzetti vestiti alla moda e farli apparire in Tv con falsi scandali creati ad hoc.
Ma se continuano a propinarci artisti che non sanno suonare e cantare, è ovvio che alla lunga le vendite scendono.
Ogni CD creato da questi pseudo artisti contiene il tormentone del momento e altre 8/9 canzoni che rappresentano il nulla assoluto, perchè dovremmo continuare a pagare 20 Euro per una canzone che passa gratuitamente alla radio tutti i giorni?
Il rispetto per il consumatore
Le major hanno dimenticato che il cliente ha sempre ragione, sono gli unici commercianti che denunciano gli acquirenti, ne violano la privacy entrando di nascosto nei loro computer chiedendo che i peccatori siano condannati a pagare cifre stratosferiche. Secondo loro dovremmo essere tutti contenti di spendere 20 Euro per un prodotto artisticamente scadente, strafelici di pagare per farci infettare il PC con i loro malware per rendere vulnerabili i nostri dati sensibili, urlare di gioia quando un software DRM ci impedisce a noi, legittimi proprietari, di caricare i brani sull’iPod, estasiati al pensiero che quando abbiamo comprato il nostro iPod o il nostro hard disc abbiamo pagato una tassa voluta dalle major per rientrare dei fantomatici danni prodotti dalla pirateria.
Il Futuro
La rete è il futuro della musica, almeno per le major. Per molta gente invece è il presente. I discografici l’hanno sempre vista come una minaccia, c’è voluta l’esplosione di vendite di brani sull’iTunes Music Store di Apple per dimostrare che il consumatore se si fida e riesce ad ascoltare in anteprima i brani spende volentieri i soldi. Quando ci hanno provato loro a vendere musica legalmente hanno sempre fallito, evidentemente la gente non si fida di loro oppure non sanno vendere musica.
Non cambiare atteggiamento sarebbe un errore molto grave che potrebbe portare queste multinazionali all’estinzione, se ciò dovesse succedere vorrà dire che delle 3 parti interessate, musicisti, case discografiche e acquirenti, sarebbe tagliata fuori l’unica che non ha niente a che fare con la musica.
link:
lista album con il rootkit sony bmg
nonsiamopirati.org
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