Luigi Tosti Libero
L’art. 7 della Costituzione italiana recita:
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Altre leggi italiane affermano che nessuno può essere discriminato per le proprie credenze religiose o ideologie politiche.
Ma cosa può succedere se un cittadino italiano si sente discriminato dalla presenza di un crocifisso nel posto di lavoro, ad esempio nell’aula della scuola in cui insegna oppure nella stanza dell’ufficio pubblico in cui lavora?
Semplice, lo si condanna a 7 mesi di carcere e ad 1 anno di sospensione dal lavoro.
Questo ò quanto accaduto al giudice del tribunale di Camerino Luigi Tosti condannato perchò non voleva essere discriminato.
Com’è possibile che in uno stato democratico come il nostro si possa venire condannati per le proprie idee?
L’art. 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini “sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione”.
L’italia inoltre ripudia il fascismo, esiste il reato di apologia del fascismo, ricordate il saluto fascista di Paolo Di Canio? Per quel gesto in italia si rischia una condanna.
L’assurdità del caso in questione sta tutta qui’, pur di mettere a tacere qualche personaggio scomodo si fa ricorso a una circolare fascista del 1926 che impone il crocifisso in tutte le aule pubbliche.
Riepilogando una repubblica democratica come la nostra che ripudia il fascismo e tratta tutti i cittadini allo stesso modo non ci pensa 2 volte a far pesare di più una circolare fascista rispetto a un articolo della costituzione italiana.
Non seguo molto i telegiornali nazionali, preferisco informarmi sul serio usando mezzi ‘alternativi’, però penso di conoscere abbastanza bene l’italia da sapere lo stesso che di questo caso scandaloso non se n’è parlato per nulla.
Invito tutti, sopratutto i lettori cattolici a firmare la petizione.
link: petizione per luigi tosti libero
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2 Commenti a “Luigi Tosti Libero”
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1 febbraio 2006 alle 12:52 pm
Sono assolutamente solidale con il giudice Tosti, lo stimo per quello che ha fatto e spero che la solidarietà nei suoi confronti si allarghi spontaneamente in manifestazioni di protesta contro questo stato talebano che ècapace di sentenze da medioevo come queste.
Grazie Giudice Tosti.
2 febbraio 2006 alle 7:47 pm
Sono un’insegnante che lavora nella scuola statale con alle spalle un crocifisso, ma non per questo mi rifiuto di lavorare: non condivido la scelta del giudice Tosti; indipendentemente dal mio credo religioso condivido e sostengo invece l’affermazione del nostro Presidente Ciampi secondo il quale “..il Crocifisso è stato sempre considerato non solo come segno distintivo di un determinato credo religioso, ma, soprattutto, come simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità italiana”.