Secondo un’indagine Eurispes condotta su un campione rappresentativo, l’87% della popolazione italiana è cattolica, ma:

  • il 68,7% dei cattolici è favorevole alle unioni civili (Pacs)
  • il 65,6% dei cattolici è a favore del divorzio
  • il 77,8% è contrario al divieto dell’eucarestia ai divorziati
  • l’83,2% è favorevole all’aborto se la vita della madre è in pericolo
  • solo il 33% dei cattolici và a messa

Questi dati confermano che gli italiani non siamo come ci vogliono far credere i vari Buttiglione, Pera, Rutelli e gli altri politici-preti che popolano gli schermi televisivi e le aule del parlamento. Gli italiani non si riconoscono nell’indirizzo religioso imposto al paese dalle gerarchie ecclesiastiche e dai politici che parlano per loro conto.
La chiesa cattolica ha tutto il diritto di fare come meglio crede.

La classe politica NO!

In italia ci sono alcune leggi pessime a causa dell’influenza cattolica:

  • affidamenti. Piuttosto che affidare un orfano ad una coppia non sposata si fanno rimanere i bambini fino a tarda età in istituti religiosi in balia di suore represse.
  • prostituzione. Il massimo dell’ipocrisia. Una legge voluta all’epoca da socialisti e chiesa che decise che le case chiuse – all’epoca aperte – erano amorali. Quindi cristianamente è meglio lasciare le prostitute in balia di papponi e a rischio schiavitù, esporre i clienti a malattie più o meno gravi perchè le lavoratrici non sono obbligate a visite mediche periodiche, costringere la stragrande maggioranza della popolazione che non le frequenta a pagare più tasse perchè lo stato non vuole soldi da chi esercita la professione più vecchia del mondo.

Riapriamo le case d’appuntamento e chiudiamo gli studi notarili, sono obbligatori per i privati cittadini solo in italia, non offrono prestazioni gradevoli e hanno delle tariffe d’alto bordo.