Adesso basta, da alcuni giorni non si parla d’altro che del dissequestro dei due siti calciolibero.com e coolstreaming.it che fornivano informazioni per guardare il calcio gratis.
Tutte le principali testate giornalistiche ne hanno parlato, almeno online, e tutte si ostinano a fare lo stesso errore, cioè ad affermare che i 2 siti trasmettevano le partite in pee2peer, tanto che sta cominciando a sorgermi il dubbio che l’errore non sia dovuto alla ben nota ignoranza in materia dei giornalisti italiani, ma a vera e propria malafede. L’ultimo di questi articoli l’ho appena letto sul sito internet de La Stampa:

Ieri il buon umore si è tenuto lontano dagli uffici di Sky, Mediaset e La7, con i loro occupanti impegnati a fare i conti con il ritorno online di calciolibero.com e coolstreaming.it, i due siti che permettevano di vedere gratuitamente tramite il peer to peer le partite del nostro campionato di calcio. Cos’, mentre ci si accapiglia a destra e a manca sui milionari diritti tivù del calcio, un giudice milanese decide che è tutta colpa dei cinesi: perchè le partite le mettono in Rete direttamente in Cina e quindi i gestori dei siti oscurati dalla Guardia di Finanza possono tornare in attività.

Il ‘giornalista’ afferma che i 2 siti permettevano la visione delle partite tramite il peer2peer e che il giudice milanese che afferma che è tutta colpa dei cinesi è un incompetente, almeno dal tono usato questo si capisce.

L’incompetenze sei tu, caro ‘giornalista’ de La Stampa, perchè i 2 siti non trasmettevano affatto le partite tramite peer2peer, ma si limitavano a fornire dei link che rimandano ad altri siti che trasmettono le partite.
Tutti i siti del mondo – tranne i cinesi – hanno la libertà di linkare, e non stà ai curatori dei 2 siti informarsi se le emittenti cinesi trasmettevano le partite lecitamente o illegalmente.

E’ una vergogna che in italia basti una denuncia di chiccessia per mettere sotto sequestro un sito causandogli danni di immagine e danni economici, ed è altrettanto vergognoso che quando questo accade la stampa tradizionale non se ne occupi, e quando se ne occupa lo fa fornendo informazioni false che tendono a far apparire internet come il male assoluto.

I titolari dell’esclusiva sul calcio italiano hanno tutto il diritto di difendere i loro investimenti, ma invece di far chiudere tutti i siti che forniscono informazioni sul calcio trasmesso sul web dalle tivù cinesi, dovrebbero fermare la truffa a monte, cioè minacciando le tivù cinesi di sanzioni e di rescissione del contratto se continuano a non rispettare le regole.

Ma a Sky vogliono la botte piena e la moglie ubriaca, quindi non ci pensano nemmeno a rinunciare ai soldi dei cinesi, molto più semplice far chiudere qualche sito in italia, se poi per fare questo bisogna applicare la censura alla cinese chissenefrega, tanto non mancano certo dei giornalisti compiacenti che si limitano a dare la sola versione dei fatti fornita dal potente di turno.