Sarebbe ora di mandare a casa un pò di gente ignorante, per il bene del nostro paese.

I fatti:
Da qualche giorno circolano in vari blog e via mail degli inviti a fare determinate ricerche su Google, ad esempio “buffone” e ” fallimento“, che ritornano come risultato al primo posto il nostro beneamato premier.

Le reazioni: Il commissario dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, Enzo Savarese ha incaricato la Polizia Postale di contattare Google per eliminare queste associazioni di parole con la pagina del Presidente del Consiglio, chiedendo di verificare modalità, responsabili e mandanti dell’azione di pirateria informatica.

Spieghiamo al nostro solerte commissario nonchè censore che:

  • Google non ha una redazione giornalistica che decide cosa far apparire con determinate parole, il tutto funziona con degli algoritmi matematici che misurano l’importanza dei vari link, attribuendo ad ogni link un pagerank [vedi google pagerank]
  • il sistema del pagerank e dei link è quello che determina la rilevanza dei vari siti per ogni ricerca, se migliaia di siti linkano la pagina del presidente del consiglio collegandola alla parola “buffone” google riterrà che quell’associazione è la più rilevante
  • sfruttando questo metodo è possibile fare il cosidetto “Google Bombing” ovvero alcuni siti con un pagerank alto iniziano ad associare una parola con un sito, magari seguiti da centinaia di blogger, scatenando il risultato “buffone” di cui sopra
  • in passato è stato fatto del google bombing con la parola “failure” associandola al sito della casa bianca, e non mi pare che in america dove hanno un minimo di cognizione informatica ci siano state denunce
  • il google pagerank e il google bombing non sono illegali, cosi’ come non è illegale esprimere le proprie opinioni e linkare i siti che ci pare

Verificare modalità, responsabili e mandanti dell’azione di pirateria informatica

Le modalità le abbiamo appena spiegate.
L’unico responsabile di tutto ciò è Internet e il suo funzionamento che consente a qualsiasi cittadino italiano o straniero che ha il diritto, sancito dalla costituzione, di esprimere le proprie opinioni, di linkare chi gli pare e perchè no approfittare del Google Bombing.

Se il nostro solerte commissario dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni avesse avuto un pò di conoscenza della materia su cui deve vigilare, quando ha ricevuto le lamentele del potente di turno per quelle spiacevoli parole, avrebbe potuto spiegare che il Google Bombing non è reato, che se alla destra la cosa non stava bene avrebbero potuto controbattere facendo lo stesso con la parola “mortadella” associata al sito di Romano Prodi e risparmiandoci l’ennesima figura di paese delle banane con il mondo intero.

08/04/2006 purtroppo, non si sà se a causa dell’intervento della polizia postale, google da stamattina non mette più al primo posto il sito del premier se si cercano i termini “fallimento” e “miserabile”, mentre nulla è cambiato per “buffone”.
Google nella sua “policy” ha sempre dichiarato che anche volendo non può intervenire “filtrando” alcuni risultati delle ricerche, ma in questo caso invece ha dimostrato il contrario piegandosi al volere del politico di turno.
Ricordo che google filtra i risultati delle ricerche in cina, e lo stato italiano e l’unico al mondo (almemo in quello occidentale) ad avere imposto ai provider italiani il “redirect forzato” verso una pagina dei monopoli se si tenta di accedere ai siti stranieri di scommesse sportive e casino online.
Questi 2 episodi dimostrano che l’italia è a un passo dal baratro della dittatura, sembrano proprio delle prove tecniche di regime in stile cinese.

Oppure è solo colpa dei soliti comunisti?

10/04/2006 ho trovato nell’archivio di punto informatico un articolo del 8/01/2004 che parla del google bombing per la parola “fallimento”, se esiste da oltre 2 anni come mai adesso ci sono “indagini per pirateria informatica”?