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	<title>'Senzapelisullalingua.it' &#187; Computer</title>
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		<title>Libertà di scelta</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Aug 2008 14:22:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema delle libertà viene generalmente collegato alla politica, ai diritti civili, alla libertà di espressione, alla censura etc.

foto da http://blog.libero.it/polveredimagia/
Ma le libertà possono riguardare anche la &#8220;vita digitale&#8221;.
Libertà Digitali
I problemi di libertà, in informatica, non vengono percepiti come una restrizione.
Faccio un esempio &#8220;reale&#8221; per meglio comprendere a quali problemi mi riferisco:
andate in comune per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tema delle libertà viene generalmente collegato alla politica, ai diritti civili, alla libertà di espressione, alla censura etc.</p>
<p><img src='http://www.senzapelisullalingua.it/wp-content/uploads/2008/08/liberta.jpg' alt='liberi di scegliere' /><br />
<small>foto da <a href="http://blog.libero.it/polveredimagia/">http://blog.libero.it/polveredimagia/</a></small></p>
<p>Ma le libertà possono riguardare anche la &#8220;vita digitale&#8221;.<span id="more-122"></span></p>
<p><strong>Libertà Digitali</strong></p>
<p>I problemi di libertà, in informatica, non vengono percepiti come una restrizione.</p>
<p>Faccio un esempio &#8220;reale&#8221; per meglio comprendere a quali problemi mi riferisco:</p>
<blockquote><p>andate in comune per un certificato (di nascita o di altro tipo). Pagate il dovuto e ricevete un foglio bianco. Chiedendo spiegazioni l&#8217;impiegato vi informa che il certificato è stampato con un inchiostro particolare, visibile solo acquistando gli occhiali della marca XYZ che costano 100 €. Spiegate che il certificato deve essere esposto presso un&#8217;attività commerciale e quindi visibile e leggibile da chiunque. In questo caso vi viene spiegato che deve essere incorniciato con uno speciale vetro della ditta ZWK che costa 490 €.</p></blockquote>
<p>Un comportamento del genere da parte della pubblica amministrazione dubito che verrebbe tollerato nella vita reale.</p>
<p><strong>Libertà di scelta</strong></p>
<p>Riguardo al software da usare, e sopratutto al formato dei documenti prodotti, la libertà di scelta può averla solo il privato. Un cittadino ha tutto il diritto di scegliersi il software che preferisce, sia esso libero, freeware o proprietario.</p>
<p>La pubblica amministrazione non dovrebbe avere questa possibilità di scelta. La pubblica amministrazione dovrebbe essere <em>obbligata</em> per legge a produrre documenti in formati liberi e accessibili a tutti.</p>
<p><strong>Qualcosa si muove, ma non è abbastanza</strong></p>
<p>Da un po&#8217; di mesi la commissione europea raccomanda l&#8217;uso di formati aperti per la diffusione di documenti da parte delle pubbliche amministrazioni, consigliando l&#8217;uso del formato <em>OpenDocument</em> di <em>OpenOffice</em> al posto dello stra-usato Office di Microsoft.</p>
<p><strong>Software e formati liberi</strong></p>
<p>Aumentare la diffusione di software liberi e di formati liberi è l&#8217;unico metodo per costringere in futuro la pubblica amministrazione a rilasciare software liberi e formati liberi. Si chiama rivoluzione dal basso e qualsiasi cittadino sensibile al problema può fare la propria parte.<br />
Basta sostituire, uno alla volta, senza stressarsi troppo, il maggior numero possibile di software proprietari con la controparte &#8220;libera&#8221;, sempre che ne esista una.</p>
<p>Cercate un&#8217;alternativa ai software che avete trovato preinstallati sul vostro computer: client di posta elettronica, browser per navigare, suite per ufficio etc. Cercate un&#8217;alternativa che possibilmente oltre ad essere gratuita (freeware) abbia una licenza &#8220;libera&#8221; (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Comparazione_di_licenze_libere">GPL, BSD, Apache, Mozilla etc.</a>). </p>
<p>Se non avete la più pallida idea di quali siano i software &#8220;alternativi&#8221;, posso consigliarvi un sito che ne cataloga a centinaia, iniziate da <a href="http://www.downloadr.it/software/web/">Firefox e Thunderbird</a>, o <a href="http://www.downloadr.it/software/documenti/">OpenOffice</a>, cercate per categoria o per licenza (meglio <a href="http://www.downloadr.it/tag/open-source/">Open Source</a>).</p>
<p>Provare non costa nulla, solo un po&#8217; del vostro tempo.</p>
<p><strong>La mia esperienza</strong></p>
<p>Spesso si tende a considerare il software libero qualitativamente inferiore a quello commerciale. In alcuni casi è vero, in altri è vero il contrario.<br />
Io ad esempio con il mio OpenOffice già da parecchi anni esporto i documenti nel formato PDF, cosa che l&#8217;Office &#8220;originale&#8221; forse permette di fare solo dalla versione 2007 (non ne sono sicuro perché non l&#8217;ho mai usato). Ma la prossima versione del mio OpenOffice, prevista per l&#8217;autunno, mi permetterà anche di editarli i file in PDF, cosa che sulla controparte a pagamento non è possibile.</p>
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		<title>Contro i Monopoli</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/99-contro-i-monopoli/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Apr 2006 17:27:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso Explorer Destroyer
I monopoli, si sà, sono pericolosi, e spesso i normali cittadini possono fare ben poco per cambiare le cose.
In campo informatico ad esempio, almeno per il mercato &#8216;utente domestico&#8217;, Microsoft esercita un monopolio molto pericoloso e noi non possiamo fare quasi nulla per impedirlo. Linux è un&#8217;ottima alternativa, ma chiunque lo prova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il caso Explorer Destroyer</strong></p>
<p>I monopoli, si sà, sono pericolosi, e spesso i normali cittadini possono fare ben poco per cambiare le cose.<br />
In campo informatico ad esempio, almeno per il mercato &#8216;utente domestico&#8217;, Microsoft esercita un monopolio molto pericoloso e noi non possiamo fare quasi nulla per impedirlo. Linux è un&#8217;ottima alternativa, ma chiunque lo prova torna indietro, perchè prima o poi ti serve un qualche software che esiste solo per Windows.<br />
Quindi Linux dovrà aspettare ancora un pò.<br />
E nel frattempo la MS si appresta a inserire nel prossimo Sistema Operativo <em>Windows Vista</em> una protezione per evitare che sullo stesso computer si possa fare il <em>Dual Boot</em>, cio� che si possano installare ed avviare più Sistemi Operativi.<br />
Tutto questo proprio mentre la Apple finalmente si è decisa a rendere i propri computer PC Compatibili e quando già in molti sognavamo di comprare un Mac e installarci dentro OS X, Windows e Linux.<span id="more-99"></span><br />
MS ha l&#8217;osso del monopolio e non ha nessuna intenzione di mollarlo, gli U.S.A. non agiscono, la Comunità Europea parla ma non agisce, dal 2004 va avanti con la tiritera Windows Media Player si, Windows Media Player no, come se i tempi dell&#8217;informatica fossero uguali a quelli della vita reale, cosa che non è, 2 anni di indecisioni e non interventismo sono un secolo nell&#8217;informatica.</p>
<p>Una legge antimonopolio sicuramente ribalterebbe la situazione, se quando l&#8217;utente, installando Windows che dovrebbe essere equipaggiato anche con i software della concorrenza, si vedrebbe spuntare una finestrella che ti chiede:</p>
<p><strong>scegli il software predefinito per navigare in internet</strong></p>
<ol>
<li>Internet Explorer</li>
<li>Mozilla Firefox</li>
<li>Opera</li>
</ol>
<p>e poi<br />
<strong>scegli il software per i file audio</strong></p>
<ol>
<li>iTunes</li>
<li>Winamp</li>
<li>Windows Media Player</li>
</ol>
<p>etc. etc. a quel punto l&#8217;utente dovrebbe scegliere o a caso, o informarsi con l&#8217;amico smanettone su quali software usare.<br />
Basterebbe questa piccola imposizione per abbassare l&#8217;uso dei software della Microsoft dalle attuali percentuali da monopolista a percentuali meno bulgare, sarebbe un bene per la libera concorrenza, ma le cose semplici da realizzare non vengono mai prese in considerazione dai politici.  </p>
<p>Dicevo prima che i cittadini non possono fare nulla per fermare i monopoli.<br />
Per fortuna non è sempre cosi&#8217;, ogni tanto ci sono le eccezioni.<br />
Internet Explorer è un pessimo software che tuttavia ha il quasi monopolio.<br />
Chi lo usa spesso non sà che è pericoloso, quando vengono scoperti nuovi <em>bachi</em> la MS li sistema dopo 6 mesi.<br />
Esiste un&#8217;alternativa più sicura e aggiornata molto velocemente, si chiama Mozilla Firefox, quando è stato scoperto l&#8217;ultimo baco entro poche ore una finestrella di Firefox mi ha informato che esisteva un&#8217;aggiornamento, clicco e aggiorno.<br />
Dopo ho scoperto che l&#8217;aggiornamento era per risolvere il baco. Tempestivo.<br />
L&#8217;utente medio non si informa e quindi non usa Firefox, in Italia dove l&#8217;ignoranza informatica raggiunge vette da terzo mondo Firefox ha una diffusione del 10 % o poco più. Negli U.S.A. sopra il 20 %, in Germania intorno al 35 %, in un paese baltico, non ricordo se l&#8217;Estonia ha superato il 40 %.</p>
<p>E noi cosa possiamo fare?<br />
Il minimo è provare ad usare Firefox oppure Opera, se ci troviamo bene dovremmo convincere tutti gli amici a cambiare.<br />
Il massimo che possiamo fare?<br />
E&#8217; molto più semplice rispetto a convincere decine di amici, ma per fare il massimo dobbiamo essere proprietari di un sito internet, non ha importanza se fatto in HTML o PHP, se Blog o meno.<br />
Da oggi è possibile rendere il proprio sito <strong>incompatibile</strong> con Internet Explorer, basta inserire un codicillo nelle pagine <em>et voilà</em>, ecco che il pigrone di turno che viene a visitare il vostro sito si vede una bella paginetta con su scritto qualcosa del tipo:<br />
<em>Internet Explorer non è compatibile con questo sito, ti raccomandiamo l&#8217;uso del &#8216;navigatore&#8217; gratuito Firefox. Etc. Etc.</em><br />
Se siete dei fan di Mozilla Firefox e siete già iscritti al programma di affiliazione di Google Adsense potete anche guadagnarci qualche soldo, basta inserire il codice con il quale Google vi paga 1 $ per ogni download di Firefox.<br />
Questa è la home page del sito <a href="http://www.explorerdestroyer.com" target="_blank">Explorer Destroyer</a>, un nome che è tutto un programma, dove trovate lo script e le istruzioni in inglese per il nobile scopo di portare Internet Explorer sotto il 50 % di utenti.</p>
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		<title>Trusted Computing</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/48-trusted-computing/</link>
		<comments>http://www.senzapelisullalingua.it/post/48-trusted-computing/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2006 15:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Teo mi ha scritto chiedendomi un parere su Censura nel web e Trusted Computing:
Ho letto con grande passione il libro &#8220;L&#8217;architettura del nuovo web&#8221; di Tim
Berners-Lee e della preoccupazione del suo autore a mantenere sempre libero e
privo di censure il web: ultimamente abbiamo invece letto che il governo
americano ha richiesto a Google e ad altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teo mi ha scritto chiedendomi un parere su Censura nel web e Trusted Computing:</p>
<p><cite>Ho letto con grande passione il libro &#8220;L&#8217;architettura del nuovo web&#8221; di Tim<br />
Berners-Lee e della preoccupazione del suo autore a mantenere sempre libero e<br />
privo di censure il web: ultimamente abbiamo invece letto che il governo<br />
americano ha richiesto a Google e ad altre importanti aziende informatiche i<br />
dati riservati relativi alle ricerche effettuate dagli utenti nel web; inoltre<br />
da parecchio tempo si parla del progetto del &#8220;Trusted computing group&#8221; o &#8220;safer<br />
computing&#8221; che rappresenterebbe una pesante vincolo anche per la libertà di<br />
espressione nel web. Vi sarei grato se poteste rispondermi in merito<br />
soprattutto alla prima questione di cui non si sa più nulla su come sia andata<br />
a finire.<br />
Grazie in anticipo.</cite></p>
<p>La censura è tipica delle dittature, quindi non si può che essere contrari.<br />
Per quanto riguarda il <em>Trusted Computing</em> il discorso è più complicato.<br />
Intanto non è vero che non se ne parla più, la confusione probabilmente è dovuta al fatto che questa tecnologia nel corso degli anni ha cambiato più volte nome, forse a causa delle proteste dei consumatori. Basta fare una ricerca su Google con i termini <em>Trusted Computing, Palladium, DRM</em> o <em>Fritz Chip</em> per rendersene conto.<br />
<span id="more-48"></span><br />
Per documentarsi sui possibili prolemi del Trusted Computing è possibile consultare i siti <a href="http://www.no1984.org">no1984.org</a> e la rivista online <a href="http://punto-informatico.it">punto-informatico.it</a> che molto spesso pubblica articoli molto interessanti sull&#8217;argomento.</p>
<p>L&#8217;idea che mi sono fatto io in materia è che il Trusted Computing è una tecnologia e come tale non è ne positiva e nemmeno negativa, sarà l&#8217;uso che le software house ne faranno a dirci se sarà una limitazione ai nostri diritti, certo è che tutti segnali vanno in questa direzione. Per spiegare di cosa si tratta in modo molto veloce diciamo che il Trusted Computing serve a rendere il computer più sicuro, cosa che sarebbe sicuramente molto utile a chiunque, purtroppo sembra che questo sia solo un pretesto per limitare i diritti dei cittadini e migliorare le tecniche di Digital Rights Managements (DRM), ovvero le tecniche di protezione dei contenuti per proteggere software e multimedia dalla pirateria.</p>
<p>Attualmente, la mia unica esperienza con il DRM è sicuramente negativa. Un pò di mesi fà ho acquistato dei contenuti su <em>iTunes Music Store</em>, il negozio di musica online della Apple, e solo successivamente mi sono reso conto di aver pagato 10 € per dei contenuti di cui non sono il legittimo proprietario. Infatti la tecnologia di DRM della Apple permette di &#8220;attivare&#8221; la licenza su quei contenuti al massimo 5 volte. Considerando che uso un Sistema Operativo Windows che di sicuro non si può definire una roccia e che uso il computer in modo talmente massiccio da dover reinstallare il S.O. mediamente ogni 3-4 mesi, mi sono subito reso conto che entro un anno e mezzo al massimo la licenza sarebbe scaduta. Alla terza riattivazione della licenza mi sono deciso a trovare un metodo per rimuovere la protezione, quindi mi sono dovuto comportare in modo non proprio lecito per riappropriarmi di quello che ho pagato e reputo essere mio al 100%, qualsiasi cosa ne pensi la Apple.<br />
Come si può capire questo errore l&#8217;ho fatto perchè non sapevo che c&#8217;erano delle limitazioni alla mia libertà nella licenza.<br />
Non ho mai più comprato e mai più comprerò nulla nè da <em>iTunes Music Store</em> nè da qualsiasi altro negozio online che abbia una licenza di questo genere. Se l&#8217;avessi saputo prima avrei speso 5 € in più per comprare il CD e farci quello che mi pare.</p>
<p>Le Software House, sostenute dalla SIAE americana vogliono fare proprio questo, sviluppare un sistema per cui il consumatore ha dei diritti limitati, e contano di imporre queste tecnologie e queste licenze in modo silenzioso, perch� se la gente ignora ci casca.</p>
<p><strong>Cosa Possiamo Fare?</strong><br />
Attualmente è semplice, comprate CD e DVD e fateci quello che vi pare, la legge prevede la copia per uso personale e la copia in mp3, DivX, sul vostro lettore iPod o di altro tipo. Se le multinazionali continueranno con queste pretese, non potremo far altro che protestare, e se queste non basteranno ci toccherà boicottare.<br />
Il calendario dell&#8217;entrata in vigore del Trusted Computing vede nel 2006 un anno cruciale. I nuovi computer della Apple dovrebbero essere i primi a includere questa tecnologia, seguiti dal nuovo Sistema Operativo della Microsoft, Windows Vista che dovrebbe essere rilasciato entro la fine dell&#8217;anno. Bisogna stare molto attenti perchè i primi computer e S.O. includeranno si il chip Fritz, ma questo rimmarrà inattivo a lungo. La Microsoft ad esempio prevede il pieno supporto al Trusted Computing nel 2008, questo potrebbe significare che nel 2006 compriamo Windows Vista e questo funzioni perfettamente facendoci fare copie di backup dei nostri CD e DVD, poi improvvisamente la MS decide di attivare nel 2008 queste funzioni e da un giorno all&#8217;altro il nostro computer non è più nostro, non possiamo decidere cosa farci, non possiamo usare hardware tipo stampanti o scanner che non hanno al loro interno il maledetto chip Fritz e allora avremo 2 scelte:</p>
<ul>
<li>comprare nuovo hardware per non poter comunque fare copie che il S.O. ci negherà</li>
<li>non comprare nulla e passare tutti a Linux</li>
</ul>
<p>Questo scenario non è fantascientifico, è probabile che a causa di future proteste da parte dei consumatori queste limitazioni che ci vogliono imporre siano ritirate, ma potrebbe anche succedere che il nostro parere non conti nulla, che ci considerino solo dei polli da spennare, e allora usare Linux sarà l&#8217;unica arma nelle nostre mani.<br />
Per chi pensa che Linux è troppo difficile da usare posso dire che già oggi è un S.O. solido, facile e abbastanza completo. Personalmente lo uso sempre di più, e sono convinto che entro un paio di anni chiunque troverà tutte le applicazioni che usa su Windows anche per Linux, quelle che attualmente non sono disponibili sono veramente poche, e il tempo colmerà questo gap.  </p>
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		<title>La libertà informatica ha un futuro incerto</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/39-la-liberta-informatica-ha-un-futuro-incerto/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2006 11:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[I problemi legati al Trusted Computing possono risultare di difficile comprensione per chi non abbia sufficienti conoscenze informatiche. Per questo motivo è stato realizzato un breve filmato che, attraverso un&#8217;animazione, è in grado spiegare il punto di vista di chi vede in questa tecnologia uno strumento pericoloso per la salvaguardia della libertà di espressione. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I problemi legati al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing">Trusted Computing</a> possono risultare di difficile comprensione per chi non abbia sufficienti conoscenze informatiche. Per questo motivo è stato realizzato un breve filmato che, attraverso un&#8217;animazione, è in grado spiegare il punto di vista di chi vede in questa tecnologia uno strumento pericoloso per la salvaguardia della libertà di espressione. Lo spot è stato realizzato da <a href="http://www.lafkon.net/tc/">LAFKON</a> e doppiato in lingua italiana dal team di <a href="http://www.no1984.org">no1984.org</a>. La sua diffusione è incoraggiata, nel rispetto dei termini della licenza Creative Commons sotto la quale viene distribuito.</p>
<p>Il video: <a href="http://www.xluve.com/videoz.htm">sezione ufficiale</a> per il video in italiano oppure attraverso <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-764787309772942566">Google Video</a></p>
<p>Altro sul TC: <a href="http://www.bicocca.net/web/index.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=408">Articolo sul TC scritto per l&#8217;utenza media</a></p>
<p><strong>fonte:</strong> <a href="http://blog.neminis.org/la-liberta-informatica-ha-un-futuro-incerto.xhtml">neminis.org</a></p>
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		<title>Consumatori coglioni</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/19-consumatori-coglioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2006 00:34:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>

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		<description><![CDATA[fonte: chartitalia
Consumatori coglioni: questo è quello che le principali aziende informatiche credono siano i loro clienti.
Sotto la sigla TC (Trusted Computing, Informatica Fidata), l&#8217;industria informatica sta contrabbandando quanto di più infido possa essere venduto: un computer che non esegue i comandi dei consumatori ma quelli graditi ai produttori.
Prendendo a pretesto nobili intendimenti (la protezione da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>fonte: <a href="http://chartitalia.blogspot.com" target="_blank">chartitalia</a></strong></p>
<p><strong>Consumatori coglioni:</strong> questo è quello che le principali aziende informatiche credono siano i loro clienti.<br />
Sotto la sigla TC (Trusted Computing, Informatica Fidata), l&#8217;industria informatica sta contrabbandando quanto di più infido possa essere venduto: un computer che non esegue i comandi dei consumatori ma quelli graditi ai produttori.</p>
<p>Prendendo a pretesto nobili intendimenti (la protezione da virus, spyware, spam ed altre cose estremamente seccanti), l&#8217;industria informatica vuol far credere di mettere a disposizione dei consumatori una tecnologia estremamente sicura. E&#8217; vero esattamente il contrario: la tecnologia TC è progettata per eseguire i programmi decisi dal produttore e non dal consumatore.<br />
<a href="http://chartitalia.blogspot.com/2005/12/consumatori-coglioni.html" target="_blank">(leggi tutto&#8230;)</a></p>
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