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	<title>'Senzapelisullalingua.it' &#187; Diritti</title>
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	<description>liberi di... pensare - informare</description>
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		<title>DRM Rossoalice</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 16:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica scorsa, come tutte le domeniche alle 15, avevo intenzione di guardare la partita della mia squadra del cuore grazie all&#8217;abbonamento annuale che ho fatto qualche settimana fà con Rossoalice.
L&#8217;unica differenza rispetto alle altre domeniche riguardava le mie condizioni di salute che mi costringeveno a letto.
Cosa ci può essere di meglio per uno costretto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domenica scorsa, come tutte le domeniche alle 15, avevo intenzione di guardare la partita della mia squadra del cuore grazie all&#8217;abbonamento annuale che ho fatto qualche settimana fà con Rossoalice.<br />
L&#8217;unica differenza rispetto alle altre domeniche riguardava le mie condizioni di salute che mi costringeveno a letto.<br />
Cosa ci può essere di meglio per uno costretto a letto per svagarsi un pò se non guardare una bella partita di calcio?<br />
Mi faccio accendere il modem wireless e mi faccio portare il Pc portatile, quello con Windows XP, mentre quello che uso normalmente per guardare le partite è un Pc Desktop con Windows 2000.<br />
Devo premettere che sempre più spesso da un pò di mesi uso il Sistema Operativo <em>Linux Ubuntu</em> che ho installato su entrambi i Pc, ma Telecom Italia molto simpaticamente ha deciso che chi usa <em>Linux</em> e ancora peggio chi usa il <em>Mac OS X</em> della Apple (ancora peggio perchè sono in numero molto superiore agli utenti Linux) non possono guardare il calcio e tutti gli eventi Rossoalice, questo perchè hanno scelto il sistema della Microsoft <em>Windows Media Player</em> per diffondere questi contenuti, e non un player altrettanto famoso come RealPlayer che è disponibile per tutti e 3 i sistemi.<br />
<span id="more-60"></span><br />
Ma tralasciamo questo seppur sgradevole aspetto della politica di rispetto verso i propri utenti da parte di Telecom Italia, e vediamo perchè mi hanno rubato dei soldi.</p>
<p>Quando mi sono collegato al sito Rossoalice con il mio username e password per guardare la partita il sistema DRM della Microsoft mi ha avvertito che non potevo guardare la partita perchè il Sistema Operativo era differente da quello utilizzato le altre domeniche.<br />
Ma che c.zzo centra il S.O., la linea telefonica dalla quale mi sono collegato era la solita, mi stavo collegando come sempre da casa mia con il solito provider, questa è l&#8217;unica cosa che conta e il solo criterio che un sistema DRM dovrebbe controllare, tutto il resto sono limitazioni alla mia libertà di godermi quello che ho pagato come meglio credo, al massimo sarebbe comprensibile vietare che lo stesso evento sia usufruibile contenporamente su 2 o più computer.</p>
<p>Questo comportamento lede i diritti dei consumatori, anche se avessi accettato un contratto con delle clausole che autorizzano Rossoalice a comportarsi in questo modo, queste clausole sarebbero da considerarsi vessatorie e quindi non valide.</p>
<p>Purtroppo siamo in Italia dove non è economicamente conveniente cercare di farsi &#8220;giustizia&#8221; per cifre di diverse centinaia di euro, figurarsi per un paio di euro, speriamo solo che qualche associazione per la difesa dei consumatori prima o poi inizi ad occuparsi anche di DRM.   </p>
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		<title>Francia contro il DRM iTunes</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2006 15:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Assemblea Nazionale francese, con una maggioranza schiacciante, ha approvato una nuova legge sul diritto d&#8217;autore.
Una parte della legge riguarda il DRM (Digital Rights Management), ovvero il sistema di protezione dei contenuti, che in futuro dovrà essere interoperabile con i sistemi di altre piattaforme. Questo significa che i diversi produttori di tecnologie DRM dovranno consentire agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Assemblea Nazionale francese, con una maggioranza schiacciante, ha approvato una nuova legge sul diritto d&#8217;autore.</p>
<p>Una parte della legge riguarda il DRM (Digital Rights Management), ovvero il sistema di protezione dei contenuti, che in futuro dovrà essere interoperabile con i sistemi di altre piattaforme. Questo significa che i diversi produttori di tecnologie DRM dovranno consentire agli utenti di poter ascoltare (o vedere) i contenuti legalmente acquistati anche su altri dispositivi. Per chi non lo sapesse infatti attualmente ogni sistema è chiuso e inaccessibile. Se ad esempio si acquista un brano musicale sul negozio online della Apple <em>iTunes Music Store</em> si vedrà <a href="http://www.senzapelisullalingua.it/post/48/trusted-computing/">impossibilitato ad ascoltare quello che ha pagato su un lettore mp3</a> di una marca concorrente.<br />
<span id="more-61"></span><br />
Per diventare operativa la legge deve passare in senato, ma non credo ci saranno problemi visto che la maggioranza che la sostiene è veramente ampia.</p>
<p>Speriamo che la Francia sia solo il primo di una lunga lista di paesi europei ad approvare una legge simile, perchè finchè sarà la sola non credo che Apple, Microsoft, Sony e soci siano disposti a lavorare su un sistema comune per semplificare la vita ai consumatori, già si mormora che Apple abbia intenzione di chiudere l&#8217;<em>iTunes Music Store</em> agli utenti francesi, ma saranno disposti a rinunciare anche a quelli italiani, tedeschi, inglesi? Non credo proprio, la comunità europea è un mercato piè numeroso e importante del mercato U.S.A.</p>
<p>Nel <a href="http://www.senzapelisullalingua.it/post/60/drm-rossoalice/">prossimo post</a> parlerò del mio secondo spiacevole episodio capitatomi con i sistemi DRM, per par condicio questa volta si è trattato di un DRM della Microsoft (il primo è stato con un <a href="http://www.senzapelisullalingua.it/post/48/trusted-computing/">DRM della Apple</a>) che domenica scorsa mi ha impedito di guardare quello che avevo pagato. </p>
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		<title>Trusted Computing</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/48-trusted-computing/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2006 15:45:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Teo mi ha scritto chiedendomi un parere su Censura nel web e Trusted Computing:
Ho letto con grande passione il libro &#8220;L&#8217;architettura del nuovo web&#8221; di Tim
Berners-Lee e della preoccupazione del suo autore a mantenere sempre libero e
privo di censure il web: ultimamente abbiamo invece letto che il governo
americano ha richiesto a Google e ad altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Teo mi ha scritto chiedendomi un parere su Censura nel web e Trusted Computing:</p>
<p><cite>Ho letto con grande passione il libro &#8220;L&#8217;architettura del nuovo web&#8221; di Tim<br />
Berners-Lee e della preoccupazione del suo autore a mantenere sempre libero e<br />
privo di censure il web: ultimamente abbiamo invece letto che il governo<br />
americano ha richiesto a Google e ad altre importanti aziende informatiche i<br />
dati riservati relativi alle ricerche effettuate dagli utenti nel web; inoltre<br />
da parecchio tempo si parla del progetto del &#8220;Trusted computing group&#8221; o &#8220;safer<br />
computing&#8221; che rappresenterebbe una pesante vincolo anche per la libertà di<br />
espressione nel web. Vi sarei grato se poteste rispondermi in merito<br />
soprattutto alla prima questione di cui non si sa più nulla su come sia andata<br />
a finire.<br />
Grazie in anticipo.</cite></p>
<p>La censura è tipica delle dittature, quindi non si può che essere contrari.<br />
Per quanto riguarda il <em>Trusted Computing</em> il discorso è più complicato.<br />
Intanto non è vero che non se ne parla più, la confusione probabilmente è dovuta al fatto che questa tecnologia nel corso degli anni ha cambiato più volte nome, forse a causa delle proteste dei consumatori. Basta fare una ricerca su Google con i termini <em>Trusted Computing, Palladium, DRM</em> o <em>Fritz Chip</em> per rendersene conto.<br />
<span id="more-48"></span><br />
Per documentarsi sui possibili prolemi del Trusted Computing è possibile consultare i siti <a href="http://www.no1984.org">no1984.org</a> e la rivista online <a href="http://punto-informatico.it">punto-informatico.it</a> che molto spesso pubblica articoli molto interessanti sull&#8217;argomento.</p>
<p>L&#8217;idea che mi sono fatto io in materia è che il Trusted Computing è una tecnologia e come tale non è ne positiva e nemmeno negativa, sarà l&#8217;uso che le software house ne faranno a dirci se sarà una limitazione ai nostri diritti, certo è che tutti segnali vanno in questa direzione. Per spiegare di cosa si tratta in modo molto veloce diciamo che il Trusted Computing serve a rendere il computer più sicuro, cosa che sarebbe sicuramente molto utile a chiunque, purtroppo sembra che questo sia solo un pretesto per limitare i diritti dei cittadini e migliorare le tecniche di Digital Rights Managements (DRM), ovvero le tecniche di protezione dei contenuti per proteggere software e multimedia dalla pirateria.</p>
<p>Attualmente, la mia unica esperienza con il DRM è sicuramente negativa. Un pò di mesi fà ho acquistato dei contenuti su <em>iTunes Music Store</em>, il negozio di musica online della Apple, e solo successivamente mi sono reso conto di aver pagato 10 € per dei contenuti di cui non sono il legittimo proprietario. Infatti la tecnologia di DRM della Apple permette di &#8220;attivare&#8221; la licenza su quei contenuti al massimo 5 volte. Considerando che uso un Sistema Operativo Windows che di sicuro non si può definire una roccia e che uso il computer in modo talmente massiccio da dover reinstallare il S.O. mediamente ogni 3-4 mesi, mi sono subito reso conto che entro un anno e mezzo al massimo la licenza sarebbe scaduta. Alla terza riattivazione della licenza mi sono deciso a trovare un metodo per rimuovere la protezione, quindi mi sono dovuto comportare in modo non proprio lecito per riappropriarmi di quello che ho pagato e reputo essere mio al 100%, qualsiasi cosa ne pensi la Apple.<br />
Come si può capire questo errore l&#8217;ho fatto perchè non sapevo che c&#8217;erano delle limitazioni alla mia libertà nella licenza.<br />
Non ho mai più comprato e mai più comprerò nulla nè da <em>iTunes Music Store</em> nè da qualsiasi altro negozio online che abbia una licenza di questo genere. Se l&#8217;avessi saputo prima avrei speso 5 € in più per comprare il CD e farci quello che mi pare.</p>
<p>Le Software House, sostenute dalla SIAE americana vogliono fare proprio questo, sviluppare un sistema per cui il consumatore ha dei diritti limitati, e contano di imporre queste tecnologie e queste licenze in modo silenzioso, perch� se la gente ignora ci casca.</p>
<p><strong>Cosa Possiamo Fare?</strong><br />
Attualmente è semplice, comprate CD e DVD e fateci quello che vi pare, la legge prevede la copia per uso personale e la copia in mp3, DivX, sul vostro lettore iPod o di altro tipo. Se le multinazionali continueranno con queste pretese, non potremo far altro che protestare, e se queste non basteranno ci toccherà boicottare.<br />
Il calendario dell&#8217;entrata in vigore del Trusted Computing vede nel 2006 un anno cruciale. I nuovi computer della Apple dovrebbero essere i primi a includere questa tecnologia, seguiti dal nuovo Sistema Operativo della Microsoft, Windows Vista che dovrebbe essere rilasciato entro la fine dell&#8217;anno. Bisogna stare molto attenti perchè i primi computer e S.O. includeranno si il chip Fritz, ma questo rimmarrà inattivo a lungo. La Microsoft ad esempio prevede il pieno supporto al Trusted Computing nel 2008, questo potrebbe significare che nel 2006 compriamo Windows Vista e questo funzioni perfettamente facendoci fare copie di backup dei nostri CD e DVD, poi improvvisamente la MS decide di attivare nel 2008 queste funzioni e da un giorno all&#8217;altro il nostro computer non è più nostro, non possiamo decidere cosa farci, non possiamo usare hardware tipo stampanti o scanner che non hanno al loro interno il maledetto chip Fritz e allora avremo 2 scelte:</p>
<ul>
<li>comprare nuovo hardware per non poter comunque fare copie che il S.O. ci negherà</li>
<li>non comprare nulla e passare tutti a Linux</li>
</ul>
<p>Questo scenario non è fantascientifico, è probabile che a causa di future proteste da parte dei consumatori queste limitazioni che ci vogliono imporre siano ritirate, ma potrebbe anche succedere che il nostro parere non conti nulla, che ci considerino solo dei polli da spennare, e allora usare Linux sarà l&#8217;unica arma nelle nostre mani.<br />
Per chi pensa che Linux è troppo difficile da usare posso dire che già oggi è un S.O. solido, facile e abbastanza completo. Personalmente lo uso sempre di più, e sono convinto che entro un paio di anni chiunque troverà tutte le applicazioni che usa su Windows anche per Linux, quelle che attualmente non sono disponibili sono veramente poche, e il tempo colmerà questo gap.  </p>
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		<title>La libertà informatica ha un futuro incerto</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/39-la-liberta-informatica-ha-un-futuro-incerto/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2006 11:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[I problemi legati al Trusted Computing possono risultare di difficile comprensione per chi non abbia sufficienti conoscenze informatiche. Per questo motivo è stato realizzato un breve filmato che, attraverso un&#8217;animazione, è in grado spiegare il punto di vista di chi vede in questa tecnologia uno strumento pericoloso per la salvaguardia della libertà di espressione. Lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I problemi legati al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_computing">Trusted Computing</a> possono risultare di difficile comprensione per chi non abbia sufficienti conoscenze informatiche. Per questo motivo è stato realizzato un breve filmato che, attraverso un&#8217;animazione, è in grado spiegare il punto di vista di chi vede in questa tecnologia uno strumento pericoloso per la salvaguardia della libertà di espressione. Lo spot è stato realizzato da <a href="http://www.lafkon.net/tc/">LAFKON</a> e doppiato in lingua italiana dal team di <a href="http://www.no1984.org">no1984.org</a>. La sua diffusione è incoraggiata, nel rispetto dei termini della licenza Creative Commons sotto la quale viene distribuito.</p>
<p>Il video: <a href="http://www.xluve.com/videoz.htm">sezione ufficiale</a> per il video in italiano oppure attraverso <a href="http://video.google.com/videoplay?docid=-764787309772942566">Google Video</a></p>
<p>Altro sul TC: <a href="http://www.bicocca.net/web/index.php?name=News&#038;file=article&#038;sid=408">Articolo sul TC scritto per l&#8217;utenza media</a></p>
<p><strong>fonte:</strong> <a href="http://blog.neminis.org/la-liberta-informatica-ha-un-futuro-incerto.xhtml">neminis.org</a></p>
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		<title>Luigi Tosti Libero</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/16-luigi-tosti-libero/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2005 23:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;art. 7 della Costituzione italiana recita:
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Altre leggi italiane affermano che nessuno può essere discriminato per le proprie credenze religiose o ideologie politiche.

Ma cosa può succedere se un cittadino italiano si sente discriminato dalla presenza di un crocifisso nel posto di lavoro, ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;art. 7 della Costituzione italiana recita:</p>
<blockquote><p>Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.</p></blockquote>
<p>Altre leggi italiane affermano che nessuno può essere <em>discriminato</em> per le proprie credenze religiose o ideologie politiche.<br />
<span id="more-16"></span><br />
Ma cosa può succedere se un cittadino italiano si sente discriminato dalla presenza di un crocifisso nel posto di lavoro, ad esempio nell&#8217;aula della scuola in cui insegna oppure nella stanza dell&#8217;ufficio pubblico in cui lavora?</p>
<p>Semplice, lo si condanna a 7 mesi di carcere e ad 1 anno di sospensione dal lavoro.<br />
Questo ò quanto accaduto al giudice del tribunale di Camerino Luigi Tosti condannato perchò non voleva essere discriminato.</p>
<p>Com&#8217;è possibile che in uno stato democratico come il nostro si possa venire condannati per le proprie idee?<br />
L&#8217;art. 3 della Costituzione stabilisce che tutti i cittadini &#8220;sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione&#8221;.<br />
L&#8217;italia inoltre ripudia il fascismo, esiste il reato di apologia del fascismo, ricordate il saluto fascista di Paolo Di Canio? Per quel gesto in italia si rischia una condanna.<br />
L&#8217;assurdità del caso in questione sta tutta qui&#8217;, pur di mettere a tacere qualche personaggio scomodo si fa ricorso a una circolare fascista del 1926 che impone il crocifisso in tutte le aule pubbliche.<br />
Riepilogando una repubblica democratica come la nostra che ripudia il fascismo e tratta tutti i cittadini allo stesso modo non ci pensa 2 volte a far pesare di più una circolare fascista rispetto a un articolo della costituzione italiana.<br />
Non seguo molto i telegiornali nazionali, preferisco informarmi sul serio usando mezzi &#8216;alternativi&#8217;, però penso di conoscere abbastanza bene l&#8217;italia da sapere lo stesso che di questo caso scandaloso non se n&#8217;è parlato per nulla.</p>
<p>Invito tutti, sopratutto i lettori cattolici a firmare la petizione.</p>
<p>link: <a href="http://brightsfrance.free.fr/tostiitaliano.htm">petizione per luigi tosti libero</a></p>
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		<title>Case Discografiche Miopi</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/13-case-discografiche-miopi/</link>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2005 14:18:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Le major discografiche americane sono convinte che tutti i loro mali siano causati da internet e dalla pirateria.
Per arginare la continua discesa dei loro fatturati sono da tempo impegnati su vari fronti:

in politica, cercando di far passare in vari paesi occidentali leggi molto rigide contro la pirateria
combattendo con cause legali i circuiti di peer2peer (scambio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le major discografiche americane sono convinte che tutti i loro mali siano causati da internet e dalla pirateria.<br />
Per arginare la continua discesa dei loro fatturati sono da tempo impegnati su vari fronti:</p>
<ol>
<li>in politica, cercando di far passare in vari paesi occidentali leggi molto rigide contro la pirateria</li>
<li>combattendo con cause legali i circuiti di peer2peer (scambio file) e facendoli chiudere</li>
<li>sviluppando software per la protezione dei contenuti come il DRM (Digital Rights Management)</li>
</ol>
<p>Negli Stati Uniti queste leggi molto restrittive sono già in vigore, è proprio di questi giorni la notizia della richiesta di risarcimento di 25.000 $ ad una casalinga americana colpevole di aver scaricato la bellezza di 30 brani in formato mp3.<br />
<span id="more-13"></span><br />
Molti circuiti di scambio file sono stati dichiarati fuorilegge e costretti a chiudere.<br />
I vecchi metodi per la protezione dei CD non hanno funzionato granchè bene, quindi le major hanno deciso di sviluppare software più invasivi, come il rootkit contenuto in alcuni CD di Sony BMG (che contiene la tecnologia MediaMax di SunnComm), che si installa in modo invisibile (quindi senza che l&#8217;utente se ne accorga) in modo da impedire che quest&#8217;ultimo possa fare delle copie. Tralasciando il fatto che in molti paesi la legislazione consente la copia per uso personale quando si possiede l&#8217;originale (è una sorta di protezione dell&#8217;investimento visto che se il supporto si rovina non te lo vengono certo a sostituire), e che quindi il volere impedire la copia è di per se fuorilegge, il rootkit di Sony va ben oltre.<br />
Oltre ad infilarsi di nascosto sul Pc senza essere stato richiesto si è scoperto non solo che questo software è molto pericoloso in quanto mette a rischio la sicurezza del Pc infetto rendendolo &#8216;aperto&#8217; all&#8217;attacco di cracker, ma che nemmeno le patch rilasciate dalla stessa Sony sono in grado di mettere in sicurezza il Pc.<br />
Tutto questo ha causato un crollo di vendite di CD Sony BMG nelle ultime settimane.</p>
<p>Tutte queste misure prese dalle major non sembrano sortire alcun effetto (se non l&#8217;effetto boomerang), i file scambiati nei circuiti peer2peer sono in aumento e le vendite di CD sono in calo. Dove sbagliano?</p>
<p><strong>I consumatori</strong><br />
La maggior parte dei consumatori, oggi come nei decenni passati, compra un album solo se lo ritiene un buon investimento, e per poter valutare un prodotto è necessario ascoltarlo. Se si tratta di un album commerciale è possibile ascoltarlo nelle varie stazioni radiofoniche, ma solo il brano di punta. Per quanto riguarda i generi musicali &#8216;alternativi&#8217; invece è alquanto improbabile qualche passaggio in radio o su MTV.<br />
Stesso discorso per la grande distribuzione, nei negozi come mediaworld, carrefour e simili nelle colonnine adibite all&#8217;ascolto dei CD si trova solo musica commerciale, i generi &#8216;alternativi&#8217; o li compri sulla fiducia o se non vuoi rischiare scarichi qualche brano da internet in modo da poter valutare il prodotto.<br />
Grazie ad internet oggi si puè evitare di comprare patacche.</p>
<p><strong>I singoli</strong><br />
Sebbene esistano anche ai giorni nostri i CD Single con 2 o 3 brani, questi rappresentano un&#8217;eccezione che non ha mai preso piede. Forse perchè le major preferiscono vendere un CD intero? Non lo sò, fatto sta che qualche decennio fa anche chi poteva disporre di piccoli budget poteva comprare i 45 giri a prezzi veramente irrisori.</p>
<p><strong>Il supporto</strong><br />
Quando i CD Audio hanno preso il sopravvento, venivano spacciati come indistruttibili, con una qualità audio molto superiore rispetto al vinile, e con costi di produzione superiori al vinile, quindi erano più costosi (successivamente si è scoperto che i CD non sono affatto indistruttibili, durerebbero al massimo 15 anni, e che la qualità audio non è mai stato dimostrato essere superiore, tanto che in inghilterra il vecchio LP sta ritornando di moda).<br />
Nei primi anni &#8216;90 un LP veniva venduto a 18.000 £ contro le 26.000 £ dell&#8217;equivalente CD. Diversamente da tutti i nuovi gingilli tecnologichi che vedono il prezzo scendere man mano che si diffondono, i discografici hanno pensato bene di non abbassare il prezzo. Questo è senza dubbio un altro fattore che ha fatto scendere le vendite.</p>
<p><strong>La pirateria</strong><br />
La pirateria è sempre esistita, è una cosa fisiologica, per assurdo può addirittura contribuire a far vendere più CD, come pensate che la microsoft sia riuscita a monopolizzare il mondo dei sistemi operativi e del software? Facendo dei prodotti migliori degli altri o facendo in modo che questi prodotti fossero facilmente copiabili? (vedi OS2, Mac OS e BeOS).<br />
Oggi la pirateria è rappresentata dalle copie masterizzate e dagli mp3, decenni fà dalle musicassette, alzi la mano chi non ha mai avuto una cassetta audio non originale in casa. Perchè prima nessuno gridava allo scandalo e oggi le major sono cosi&#8217; agguerrite contro la pirateria? Sono veramente convinte che tutti quelli che scaricano mp3 non comprano l&#8217;originale? E sono veramente convinte che tutti coloro che scaricano mp3 o comprano CD masterizzati se non avessero questa opportunità correrebbero nei negozi a svuotare i loro magazzini? Io penso di no, penso che la maggior parte di costoro si acconterebbero di ascoltare la musica alla radio o su MTV.<br />
Dimezzando il prezzo dei CD sicuramente renderebbero il CD originale molto competitivo rispetto al tarocco. Perchè qualcuno dovrebbe spendere 5 o 6 Euro per un CD che potrebbe avere difetti se per 10 può comprare l&#8217;originale?</p>
<p><strong>Le major discografiche non fanno il loro lavoro</strong><br />
La loro principale attività dovrebbe essere la scoperta di nuovi artisti, invece da molti anni i pochi artisti che hanno &#8217;sconvolto&#8217; la scena musicale provengono quasi esclusivamente da piccole case discografiche indipendenti (poi passati alle major a suon di dollaroni). La concezione di gruppo musicale secondo questi esperti è riuscire a mettere assieme 4 insignificanti ragazzetti vestiti alla moda e farli apparire in Tv con falsi scandali creati ad hoc.<br />
Ma se continuano a propinarci artisti che non sanno suonare e cantare, è ovvio che alla lunga le vendite scendono.<br />
Ogni CD creato da questi pseudo artisti contiene il tormentone del momento e altre 8/9 canzoni che rappresentano il nulla assoluto, perchè dovremmo continuare a pagare 20 Euro per una canzone che passa gratuitamente alla radio tutti i giorni?</p>
<p><strong>Il rispetto per il consumatore</strong><br />
Le major hanno dimenticato che il cliente ha sempre ragione, sono gli unici commercianti che denunciano gli acquirenti, ne violano la privacy entrando di nascosto nei loro computer chiedendo che i peccatori siano condannati a pagare cifre stratosferiche. Secondo loro dovremmo essere tutti contenti di spendere 20 Euro per un prodotto artisticamente scadente, strafelici di pagare per farci infettare il PC con i loro malware per rendere vulnerabili i nostri dati sensibili, urlare di gioia quando un software DRM ci impedisce a noi, legittimi proprietari, di caricare i brani sull&#8217;iPod, estasiati al pensiero che quando abbiamo comprato il nostro iPod o il nostro hard disc abbiamo pagato una tassa voluta dalle major per rientrare dei fantomatici danni prodotti dalla pirateria.</p>
<p><strong>Il Futuro</strong><br />
La rete è il futuro della musica, almeno per le major. Per molta gente invece è il presente. I discografici l&#8217;hanno sempre vista come una minaccia, c&#8217;è voluta l&#8217;esplosione di vendite di brani sull&#8217;iTunes Music Store di Apple per dimostrare che il consumatore se si fida e riesce ad ascoltare in anteprima i brani spende volentieri i soldi. Quando ci hanno provato loro a vendere musica legalmente hanno sempre fallito, evidentemente la gente non si fida di loro oppure non sanno vendere musica.</p>
<p>Non cambiare atteggiamento sarebbe un errore molto grave che potrebbe portare queste multinazionali all&#8217;estinzione, se ciò dovesse succedere vorrà dire che delle 3 parti interessate, musicisti, case discografiche e acquirenti, sarebbe tagliata fuori l&#8217;unica che non ha niente a che fare con la musica.</p>
<p>link:<br />
<a href="http://www.eff.org/IP/DRM/Sony-BMG/mediamaxlist.php">lista album con il rootkit sony bmg</a><br />
<a href="http://www.nonsiamopirati.org/manifesto.html">nonsiamopirati.org</a></p>
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