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	<title>'Senzapelisullalingua.it' &#187; L&#8217;Oppio dei Popoli</title>
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		<title>Le statistiche della Chiesa Cattolica</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jun 2006 16:09:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Oppio dei Popoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le statistiche fornite dalla Chiesa cattolica sul numero dei suoi fedeli sono prive di plausibilità scientifica e difficilmente accettabili anche come semplici stime. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi analitica delle cifre fornite dalla Chiesa stessa all&#8217;interno delle sue pubblicazioni.
La spinta a verificare questi dati è stata data dalla campagna di &#8216;bonifica statistica&#8217; lanciata anni fa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le statistiche fornite dalla Chiesa cattolica sul numero dei suoi fedeli sono prive di plausibilità scientifica e difficilmente accettabili anche come semplici stime. E&#8217; quanto emerge da un&#8217;analisi analitica delle cifre fornite dalla Chiesa stessa all&#8217;interno delle sue pubblicazioni.</p>
<p>La spinta a verificare questi dati è stata data dalla campagna di &#8216;bonifica statistica&#8217; lanciata anni fa dall&#8217;UAAR: la quale confidava, evidentemente con eccessiva benevolenza, che le statistiche cattoliche fossero attendibili, perlomeno a riguardo del numero dei battezzati. Riteneva infatti l&#8217;UAAR che, come qualsiasi ufficio anagrafe, il dato dei fedeli di ogni parrocchia venisse aumentato dei battesimi e diminuito dei funerali. Il dato delle parrocchie, comunicato ai vescovi e poi al Vaticano, avrebbe quindi costituito la base del numero dei cattolici che la Santa Sede, ogni anno, comunica con una certa enfasi alla stampa di tutto il mondo e da questa ripreso e divulgato in maniera alquanto acritica. In questo modo viene a formarsi, nell&#8217;opinione pubblica, e soprattutto nella classe politica italiana, la convinzione che la confessione cattolica sia di gran lunga la religione più importante nel mondo.<br />
<span id="more-120"></span><br />
Cosiì facendo, la Chiesa cattolica non tiene ovviamente in alcun conto chi si allontana informalmente dalla fede. Autorevoli commentatori come Corrado Augias hanno sostenuto che le statistiche sulla religione non devono basarsi sulle fonti interne alle confessioni religiose, ma devono invece rifarsi ai risultati delle inchieste sociologiche e demoscopiche: le quali attestano, per l&#8217;Italia, una percentuale di cattolici inferiore di un 10-17% a quella diffusa dalle gerarchie ecclesiastiche. Ma queste posizioni si sono rivelate minoritarie, e il dato di fonte vaticana continua a essere ripreso dai mezzi d&#8217;informazione con una certa enfasi, per quanto lentamente in calo.</p>
<p>Proprio per rimediare a questa situazione fu lanciata la campagna di &#8216;bonifica statistica&#8217;. Un numero sensibile di defezioni formali dalla fede (i cosiddetti &#8217;sbattezzi&#8217;) avrebbe, secondo l&#8217;UAAR, prodotto una diminuzione nel numero totale dei fedeli ostentato dalla Chiesa, in quanto le parrocchie avrebbero dovuto contabilizzare in diminuzione, oltre ai defunti, anche coloro che si erano sbattezzati.</p>
<p>Una verifica puntuale, compiuta sui dati di ogni singola diocesi italiana, aggiornati al 31 dicembre 2003 e pubblicati all&#8217;interno dell&#8217;Annuario Pontificio 2005 (stampato in Vaticano), smentisce però questa prospettiva e lascia alquanto perplessi sull&#8217;opportunità di considerarli anche solo come semplici stime.</p>
<p>La prima cosa che balza all&#8217;occhio è l&#8217;arrotondamento dei dati, alquanto inusuale per qualsiasi repertorio statistico degno di questo nome. Si resta perplessi di fronte alla plausibilità di dati come quelli di Arezzo (popolazione 300.000, cattolici 285.000, non cattolici 15.000, battezzati nel 2003 1.800) o di Palermo (rispettivamente 960.000, 930.000, 30.000, 12.000). Sono arrotondamenti che nel volume si rivelano costanti e, spesso, anche alquanto grossolani. Prescindendo dalle abbazie territoriali, su 218 diocesi italiane il dato dei cattolici si presenta arrotondato in 112 casi: in 41 casi al centinaio, in 56 al migliaio, in 13 alla decina di migliaia, in 2 (Napoli e Porto) addirittura al centinaio di migliaia di fedeli.</p>
<p>In un caso (Teano-Calvi) la diocesi è arrivata a sostenere che non esistono acattolici sul territorio di propria competenza: 80.000 abitanti, 80.000 fedeli. Nel caso della piccola diocesi di Lamezia Terme (140.000 abitanti), invece, il dato sorprendente è quello dei battesimi che sarebbero stati impartiti nel 2003: addirittura 9.600, numero che la collocherebbe al quinto posto in Italia dopo Milano, Roma, Torino e Palermo, e ben davanti a Napoli che, per contro, dichiara una cifra evidentemente troppo bassa (2.900). Per dare un&#8217;idea del nonsenso della cifra di Lamezia, si consideri che nella provincia italiana di Catanzaro, su cui la diocesi lametina insiste per circa un terzo, nello stesso anno 2003 i nuovi nati furono solo 3.357. Per quanto evidentemente sovradimensionato, questo dato è stato ugualmente accolto in Vaticano come veritiero: la somma del numero dei battezzati nelle singole diocesi corrisponde infatti all&#8217;unità al dato nazionale (456.807) pubblicato nell&#8217;Annuarium Statisticum Ecclesiae 2003.</p>
<p>Quest&#8217;ultima è l&#8217;altra pubblicazione statistica vaticana che esibisce le cifre aggiornate al 31 dicembre, presentate in questo caso nazione per nazione. È degno di nota che i due annuari divergano invece per la popolazione (59.781.160 nel Pontificio, 57.610 migliaia nell&#8217;altro) e per il numero di cattolici (57.715.651 nel Pontificio, 55.752 migliaia nel secondo). Il fatto che la percentuale di fedeli risulti più o meno la stessa (96,54% nel Pontificio, 96,77% nell&#8217;altro) autorizza a pensare che sia intervenuta una correzione, onde non stampare un volume con un numero di cittadini italiani che, rispetto a qualunque ricerca statistica ISTAT, si sarebbe rivelato decisamente sovradimensionato (perchè basato sulle fonti diocesane).</p>
<p>L&#8217;irragionevolezza di questi dati ha imposto a questo punto un confronto con quelli precedenti, per verificare se, per caso, non si fosse trattato di errori contingenti, di una annata storta. Per maggior scrupolo, il confronto è stato effettuato con i dati aggiornati a due anni prima (31 dicembre 2001) presentati dall&#8217;Annuario Pontificio 2003, al fine di poter scartare anche l&#8217;ipotesi che alcune cifre fossero state replicate o arrotondate a causa di una tardiva consegna dei dati. Dalla verifica è invece emersa una situazione che non solo ha confermato, ma ha addirittura rafforzato la tesi dell&#8217;inverosimiglianza delle statistiche vaticane.</p>
<p>Gli arrotondamenti si erano infatti sprecati anche in questa occasione. Non solo, ma in numerose occasioni i dati 2003 e quelli del 2001 si sono rivelati identici: per la precisione, in 39 casi per quanto riguarda la popolazione, in 47 casi per quanto riguarda i cattolici, in 4 casi per quanto riguarda i battesimi (il che è veramente sorprendente, perchè quest&#8217;ultimo dato dovrebbe essere alquanto semplice da raccogliere). In 38 casi anche il numero degli acattolici si è rivelato inalterato: una circostanza inevitabile laddove anche i dati relativi a popolazione e numero dei fedeli erano invariati (è accaduto 32 volte, ma in tre casi si è rivelato identico anche il numero di battesimi). Tuttavia, il fatto che in sei casi a restare identico sia stato il solo numero dei non cattolici non fa che accrescere i dubbi, che raggiungono il culmine con il dato di Acireale, la cui cifra spezzata (2.102) fa venir meno anche qualsiasi possibile giustificazione basata sugli arrotondamenti.</p>
<p>Oltre a ciò, si rileva che alcune delle incongruenze evidenziate in precedenza erano già lampanti, tali e quali, nell&#8217;Annuario di due anni prima: la diocesi di Teano-Calvi non segnalava comunque nessun acattolico, quella di Lamezia Terme evidenziava comunque 9.000 battesimi e quella di Napoli ne evidenziava comunque 2.800. In alcuni casi le modifiche sono talmente irrilevanti da apparire artificiose: per esempio, la diocesi di Siena segnala ora dieci cattolici in più e venti non cattolici in meno.</p>
<p>Un quadro assolutamente statico, allora? No. Nelle diocesi i cui dati sono mutati tra il 2001 e il 2003 può capitare di assistere a cambiamenti che, se fossero reali, sarebbero addirittura epocali. Limitandoci al solo dato degli acattolici, si può notare che in alcune diocesi avrebbero avuto un vero e proprio crollo nel giro di soli due anni: ad esempio Gaeta (da 7.953 a 140), Messina (da 15.360 a 1.100), Pavia (da 11.153 a 2.851) e Reggio Calabria (da 18.081 a 2.199). Conversioni di massa? No. Altre diocesi manifestano infatti un trend esattamente contrario: il numero dei non cattolici aumenterebbe infatti in modo esponenziale ad Acqui (da 3.980 a 33.982), Brescia (da 16.350 a 106.000), Ravenna-Cervia (da 380 a 19.320) e Roma (da 76.023 a 333.206). Quest&#8217;ultimo è forse il dato più paradossale di tutti, perchè corrisponde (all&#8217;unità) all&#8217;aumento della popolazione, mentre il numero dei cattolici risulta identico (all&#8217;unità) a quello di due anni prima (2.454.000).</p>
<p>Tutto questo accade in Italia: è facilmente intuibile cosa possa accadere nel resto del mondo.</p>
<p>Cresce il numero dei cattolici nel mondo, ma soprattutto in Africa e Asia, mentre in Europa si registra una certa stabilità. Sono alcuni dati dell&#8217;Annuario Pontificio 2005, consegnato oggi al Papa. È l&#8217;incipit della notizia cosi&#8217; come diffusa il 31 gennaio 2005 dalla SIR (Servizio Informazione Religiosa, l&#8217;agenzia di stampa dei vescovi italiani). I miei corsivi hanno evidenziato l&#8217;uso ripetuto del modo indicativo al posto del condizionale: le statistiche sono state presentate dalla Chiesa cattolica come un dato affidabile, e come tale è stato recepito dai mass media di tutto il mondo. Come penso di aver documentato, i dati divulgati sono invece da ritenersi privi di qualunque valore scientifico, e assolutamente improbabili anche come semplici stime. Sconcerta che la Santa Sede pubblichi annualmente due raccolte statistiche che propongono numeri vecchi e/o non plausibili. Se lo fa, è perchè ritiene, evidentemente, di poter contare sull&#8217;accettazione acritica degli stessi. Confido che questa ricerca aiuti a comprendere la necessità di fornire esclusivamente notizie attendibili, anche e soprattutto su argomenti religiosi.</p>
<p>Raffaele Carcano<br />
<a href="http://www.uaar.it/ateismo/statistiche/statistiche_cattoliche/">www.uaar.it</a></p>
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		<title>Islam a Scuola? No Grazie!</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/59-islam-a-scuola-no-grazie/</link>
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		<pubDate>Sun, 12 Mar 2006 23:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Oppio dei Popoli]]></category>

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		<description><![CDATA[La Consulta Islamica recentemente ha chiesto l&#8217;introduzione dell&#8217;ora di Islam nelle scuole, almeno nelle classi in cui ci siano un certo numero di alunni musulmani.
Il cardinale Martino ha dichiarato che non ci sono pregiudizi in proposito da parte della chiesa cattolica.
Certo, la chiesa cattolica da molti anni è impegnata a mostrarsi tollerante con le altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Consulta Islamica recentemente ha chiesto l&#8217;introduzione dell&#8217;ora di Islam nelle scuole, almeno nelle classi in cui ci siano un certo numero di alunni musulmani.<br />
Il cardinale Martino ha dichiarato che non ci sono pregiudizi in proposito da parte della chiesa cattolica.<br />
Certo, la chiesa cattolica da molti anni è impegnata a mostrarsi tollerante con le altre religioni, è ovvio che non abbia nulla in contrario, daltronde in italia ormai vivono oltre 1 milione di musulmani, l&#8217;islam è la seconda religione d&#8217;italia e quindi non si può non riconoscere questo diritto agli islamici.<br />
<span id="more-59"></span><br />
Però in questo ragionamento qualcosa non quadra:</p>
<ol>
<li>l&#8217;italia, in quanto stato laico, non dovrebbe avere religioni di stato</li>
<li>dalla nascita della repubblica esiste una &#8216;<em>non religione</em>&#8216; che come numero di <em>&#8216;non credenti&#8217;</em>&#8216; � superiore all&#8217;islam, però l&#8217;ateismo non è mai stato insegnato nelle scuole e i <em>&#8217;senza dio&#8217;</em> italiani non hanno mai avuto diritti</li>
<li>se oggi si introduce l&#8217;ora di islam, per par condicio [sempre escludendo i <em>senza dio</em>] domani dovremmo avere insegnanti di induismo, buddismo, scintoismo e vattelapeschismo</li>
<li>questi insegnanti, sempre per par condicio rispetto al cattolicesimo, dovranno essere pagati da tutti i contribuenti, atei inclusi [quando c'è da tirare fuori i piccioli anche loro diventano cittadini di serie a]</li>
</ol>
<p>Il vero motivo per cui la chiesa cattolica si mostra cosi&#8217; &#8216;aperta&#8217; è per scongiurare la possibilità che finalmente questa nazione ridiventi realmente laica, cancellando definitivamente l&#8217;ora di religione dalle scuole e i crocifissi dai luoghi pubblici.<br />
Dico ridiventi perchè il regno d&#8217;italia fra il 1860 e il 1929 è stato uno stato laico a tutti gli effetti, fù l&#8217;antenato del <em>&#8216;bellachioma coi tacchi&#8217;</em> a far rientrare dalla finestra quello che era uscito dalla porta.<br />
Si sono potuti permettere di non considerare gli atei per 60 anni, ma adesso con una società sempre più multietnica e multireligiosa le strade percorribili sono solo 2, riconoscere gli stessi diritti agli altri o perdere i propri.</p>
<p>Sinceramente non vedo nessun beneficio nella prima ipotesi, credo sia più democratico consentire a chiunque la pratica del proprio credo nelle sedi opportune, che tutti i luoghi pubblici siano <em>&#8216;laicizzati&#8217;</em>, e che le spese per la religione siano a carico totale del credente e non dello stato.</p>
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		<title>Gli Italiani e la Fede</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/25-gli-italiani-e-la-fede/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 10:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Oppio dei Popoli]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo un&#8217;indagine Eurispes condotta su un campione rappresentativo, l&#8217;87% della popolazione italiana è cattolica, ma:

il 68,7% dei cattolici è favorevole alle unioni civili (Pacs)
il 65,6% dei cattolici è a favore del divorzio
il 77,8% è contrario al divieto dell&#8217;eucarestia ai divorziati
l&#8217;83,2% è favorevole all&#8217;aborto se la vita della madre è in pericolo
solo il 33% dei cattolici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo un&#8217;indagine Eurispes condotta su un campione rappresentativo, l&#8217;87% della popolazione italiana è cattolica, ma:</p>
<ul>
<li>il 68,7% dei cattolici è favorevole alle unioni civili (Pacs)</li>
<li>il 65,6% dei cattolici è a favore del divorzio</li>
<li>il 77,8% è contrario al divieto dell&#8217;eucarestia ai divorziati</li>
<li>l&#8217;83,2% è favorevole all&#8217;aborto se la vita della madre è in pericolo</li>
<li>solo il 33% dei cattolici và a messa</li>
</ul>
<p>Questi dati confermano che gli italiani non siamo come ci vogliono far credere i vari Buttiglione, Pera, Rutelli e gli altri politici-preti che popolano gli schermi televisivi e le aule del parlamento. <span id="more-25"></span>Gli italiani non si riconoscono nell&#8217;indirizzo religioso imposto al paese dalle gerarchie ecclesiastiche e dai politici che parlano per loro conto.<br />
La chiesa cattolica ha tutto il diritto di fare come meglio crede.</p>
<p>La classe politica NO!</p>
<p>In italia ci sono alcune leggi pessime a causa dell&#8217;influenza cattolica:</p>
<ul>
<li><strong>affidamenti</strong>. Piuttosto che affidare un orfano ad una coppia non sposata si fanno rimanere i bambini fino a tarda età in istituti religiosi in balia di suore represse.</li>
<li><strong>prostituzione</strong>. Il massimo dell&#8217;ipocrisia. Una legge voluta all&#8217;epoca da socialisti e chiesa che decise che le case chiuse &#8211; all&#8217;epoca aperte &#8211; erano <em>amorali</em>. Quindi cristianamente è meglio lasciare le prostitute in balia di papponi e a rischio schiavitù, esporre i <em>clienti</em> a malattie più o meno gravi perchè le <em>lavoratrici</em> non sono obbligate a visite mediche periodiche, costringere la stragrande maggioranza della popolazione che non le frequenta a pagare più tasse perchè lo stato non vuole soldi da chi esercita la professione più vecchia del mondo.</li>
</ul>
<p>Riapriamo le case d&#8217;appuntamento e chiudiamo gli studi notarili, sono obbligatori per i privati cittadini solo in italia, non offrono <em>prestazioni</em> gradevoli e hanno delle tariffe <em>d&#8217;alto bordo</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Centro Cattolico Cinematografico</title>
		<link>http://www.senzapelisullalingua.it/post/23-il-centro-cattolico-cinematografico/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2006 00:05:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>s3inn</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'Oppio dei Popoli]]></category>

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		<description><![CDATA[fonte: chartitalia
Il Centro Cattolico Cinematografico è sorto per dare indicazioni ai cristiani sui film usciti nelle sale riportando, per ogni film, una valutazione pastorale. E sin qui niente da ridire: è giusto e corretto che, per i credenti e per i fedeli, scegliere di seguire le indicazioni dei &#8220;ministri del culto&#8221;. Ma se si va [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>fonte: <a href="http://chartitalia.blogspot.com" target="_blank">chartitalia</a></strong></p>
<p>Il Centro Cattolico Cinematografico è sorto per dare indicazioni ai cristiani sui film usciti nelle sale riportando, per ogni film, una valutazione pastorale. E sin qui niente da ridire: è giusto e corretto che, per i credenti e per i fedeli, scegliere di seguire le indicazioni dei &#8220;ministri del culto&#8221;. Ma se si va ad analizzare il giudizio dato da tale istituto sui vari film, si resta esterrefatti dalle scelte effettuate, che ben poco hanno di &#8220;pastorale&#8221; e molto di censura politica ed ideologica vera e propria, tant&#8217;è che è stato un invadente centro di potere sino a tutti gli Anni &#8216;70. Ad esempio&#8230;<br />
<a href="http://chartitalia.blogspot.com/2006/01/il-centro-cattolico-cinematografico.html">(leggi tutto&#8230;)</a></p>
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